Diagnosi e trattamenti per la prostatite acuta

La prostatite acuta è una grave infezione batterica della ghiandola prostatica. Questa infezione è da considerarsi un’emergenza medica.

Gli uomini con questa malattia hanno spesso brividi, febbre, dolore nella zona lombare e genitale, frequenza ed urgenza urinaria spesso di notte, bruciore o minzione dolorosa, dolori muscolari e una infezione visibile delle vie urinarie, come evidenziato dalla presenza di globuli bianchi e batteri nelle urine. Talvolta, la prostatite acuta può essere una complicanza della biopsia della prostata, poiché spesso, la prostata è molto sensibile alla palpazione attraverso il retto.

La prostatite acuta è relativamente facile da diagnosticare a causa dei suoi sintomi che suggeriscono un’infezione. Il microrganismo può essere trovato nel sangue o nell’urina, talvolta in entrambi. I batteri comuni sono l’Escherichia coli, Klebsiella, Proteus, Pseudomonas, Enterobacter, Enterococcus, Serratia, e Staphylococcus aureus. La sepsi da prostatite è molto rara, ma può verificarsi nei pazienti immunocompromessi e può essere verificata con una coltura del sangue. Dal momento che i batteri che causano la prostatite sono facilmente rintracciabili nelle urine, ai fini della diagnosi il massaggio prostatico non è necessario. poiché la palpazione rettale di solito rivela una ghiandola allargata, prostata gonfia, ferma, calda e, occasionalmente, irregolare al tatto. La proteina C-reattiva è elevata nella maggior parte dei casi.

Gli antibiotici sono la prima linea di trattamento per prostatiti acute. Con gli antibiotici, infatti, di solito le infezioni di prostatite acuta si risolvono in un tempo molto breve, anche se per sradicare completamente l’infezione è consigliata una terapia da due a quattro settimane. Gli antibiotici dovrebbero essere somministrati sulla base del microbo che causa l’infezione. Alcuni antibiotici hanno una scarsa penetrazione della capsula prostatica, altri, come la Ciprofloxacina, Co-trimossazolo e tetracicline come la doxiciclina riescono a penetrare bene.

La mancanza di risposta clinica agli antibiotici dovrebbe sollevare il sospetto di un ascesso e richiederà uno studio di imaging, come ad esempio una ecografia transrettale.

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